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Panoramica Compliance 231 Anno 2026

Compliance Score
MOG
0
Risk Coverage
0
OdV Activity
0
Training
0
Completezza MOG
Rischi Mappati
Evidenze Raccolte
Prossima Riunione OdV

Trend Compliance 231

Copertura Reati Presupposto

Attivita Recenti

Caricamento attività...

Guida Normativa D.Lgs. 231/2001

Riferimento completo alla disciplina della responsabilita amministrativa degli enti

1. Introduzione al D.Lgs. 231/2001

Che cos'e il D.Lgs. 231/2001?

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la "Disciplina della responsabilita amministrativa delle persone giuridiche, delle societa e delle associazioni anche prive di personalita giuridica", ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilita amministrativa (sostanzialmente penale) a carico degli enti per determinati reati commessi, nel loro interesse o a loro vantaggio, da soggetti che rivestono posizioni apicali o da persone sottoposte alla loro direzione o vigilanza.

Il decreto ha recepito le indicazioni contenute in numerose convenzioni internazionali e comunitarie, in particolare la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, la Convenzione PIF del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunita europee, e la Convenzione del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunita europee o degli Stati membri dell'Unione europea.

Prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 231/2001, nell'ordinamento italiano vigeva il principio "societas delinquere non potest", secondo il quale le persone giuridiche non potevano essere ritenute responsabili per i reati commessi dalle persone fisiche che agivano in loro nome e per loro conto. Il decreto ha superato questo principio, introducendo il concetto opposto: "societas delinquere potest", ossia la societa puo commettere reati e risponderne direttamente.

Art. 1 - Soggetti
Il decreto si applica agli enti forniti di personalita giuridica, alle societa e associazioni anche prive di personalita giuridica. Non si applica allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonche agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

A chi si applica?

Il D.Lgs. 231/2001 si applica a tutti gli enti collettivi, indipendentemente dalla loro dimensione:

  • Societa di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.)
  • Societa di persone (S.n.c., S.a.s.)
  • Societa cooperative e consorzi
  • Associazioni con o senza personalita giuridica
  • Fondazioni
  • Enti del Terzo Settore e imprese sociali
  • Enti privati concessionari di pubblico servizio

Benefici dell'adozione del MOG

L'adozione e l'efficace attuazione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) ai sensi dell'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 rappresenta l'unico strumento che consente all'ente di beneficiare dell'esimente dalla responsabilita. In caso di reato commesso da un soggetto apicale, l'ente non risponde se dimostra che:

  • L'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • Il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza del modello e di curare il suo aggiornamento e stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (OdV);
  • Le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello;
  • Non vi e stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'OdV.
Art. 6, comma 1 - Esimente
Se il reato e stato commesso dalle persone indicate nell'articolo 5, comma 1, lettera a), l'ente non risponde se prova che: a) l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi [...]

2. I Reati Presupposto

I reati presupposto sono le fattispecie criminose per le quali e prevista la responsabilita amministrativa dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il catalogo dei reati e stato progressivamente ampliato dal legislatore nel corso degli anni, passando dalle originarie fattispecie di corruzione e truffa ai danni dello Stato fino a ricomprendere un ampio ventaglio di illeciti penali. Attualmente il catalogo conta oltre 180 fattispecie di reato, raggruppate nelle seguenti macro-categorie:

Art. 24-25
Reati contro la PA
Corruzione, concussione, malversazione, induzione indebita, peculato, abuso d'ufficio, traffico di influenze illecite
15+ reati
Art. 25-ter
Reati societari
False comunicazioni sociali, aggiotaggio, impedito controllo, indebita restituzione conferimenti, operazioni in pregiudizio dei creditori
10+ reati
Art. 24-bis
Reati informatici
Accesso abusivo a sistema informatico, danneggiamento di informazioni e sistemi, intercettazione illecita, frode informatica
8 reati
Art. 25-septies
Sicurezza sul lavoro
Omicidio colposo e lesioni personali gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro
2 reati
Art. 25-undecies
Reati ambientali
Inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, attivita organizzate per il traffico illecito di rifiuti
12+ reati
Art. 25-octies
Riciclaggio
Riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilita di provenienza illecita, reati transnazionali
4 reati
Art. 25-quinquiesdecies
Reati tributari
Dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione
8 reati
Art. 24
Frode
Truffa ai danni dello Stato o di enti pubblici, frode informatica ai danni dello Stato, indebita percezione di contributi o finanziamenti
5 reati
Art. 25-quater
Terrorismo
Associazione con finalita di terrorismo, finanziamento del terrorismo, arruolamento e addestramento
6 reati
Art. 25-ter.1.s-bis
Corruzione tra privati
Corruzione tra privati, istigazione alla corruzione tra privati in ambito commerciale e societario
2 reati
Art. 25-duodecies
Impiego irregolare
Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e irregolare, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
1 reato

L'elenco dei reati presupposto e in continua evoluzione. Il legislatore interviene periodicamente per ampliare il catalogo in risposta a nuove esigenze di tutela penale. E pertanto fondamentale che il Modello Organizzativo venga costantemente aggiornato per riflettere le modifiche normative.

Nota: Il catalogo completo dei reati presupposto e contenuto negli articoli da 24 a 25-octiesdecies del D.Lgs. 231/2001. La mappatura dei rischi-reato deve essere condotta tenendo conto delle specificita dell'attivita svolta dall'ente, del settore di riferimento e della struttura organizzativa.

3. Il Modello Organizzativo (MOG 231)

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (comunemente denominato "MOG 231" o "Modello 231") e il documento cardine del sistema di compliance previsto dal D.Lgs. 231/2001. La sua adozione, pur non essendo obbligatoria, rappresenta l'unico strumento che consente all'ente di beneficiare dell'esimente dalla responsabilita amministrativa in caso di commissione di un reato presupposto.

Il MOG deve essere costruito sulla base di un'approfondita analisi della realta aziendale e deve essere specificamente calibrato sulle caratteristiche, le dimensioni, il tipo di attivita, la struttura organizzativa e il profilo di rischio dell'ente. Un modello "di facciata", meramente formale o copiato da altre realta, non soddisfa i requisiti di idoneita richiesti dalla giurisprudenza.

I 7 Pilastri del MOG 231

Secondo le indicazioni dell'art. 6, comma 2, del D.Lgs. 231/2001 e le Linee Guida di Confindustria, il Modello deve prevedere i seguenti elementi essenziali:

1. Risk Assessment

Mappatura delle attivita sensibili e valutazione dei rischi-reato

2. Protocolli

Procedure di prevenzione e controllo per le aree a rischio

3. OdV

Organismo di Vigilanza con poteri autonomi di controllo

4. Codice Etico

Principi etici e regole di condotta per tutti i destinatari

5. Sistema Disciplinare

Sanzioni per la violazione delle prescrizioni del Modello

6. Formazione

Programma di informazione e formazione del personale

7. Whistleblowing

Canali di segnalazione degli illeciti con tutela del segnalante

Art. 6, comma 2 - Contenuto del Modello
In relazione all'estensione dei poteri delegati e al rischio di commissione dei reati, i modelli di cui alla lettera a), del comma 1, devono rispondere alle seguenti esigenze: a) individuare le attivita nel cui ambito possono essere commessi reati; b) prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire; c) individuare modalita di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; d) prevedere obblighi di informazione nei confronti dell'organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli; e) introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

4. L'Organismo di Vigilanza (OdV)

L'Organismo di Vigilanza (OdV) e l'organo interno all'ente cui e affidato il compito di vigilare sul funzionamento, sull'efficacia e sull'osservanza del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, nonche di curarne l'aggiornamento. L'art. 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 231/2001 prevede espressamente che l'ente debba affidare a un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo il compito di vigilare sul MOG.

Requisiti fondamentali dell'OdV

La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato quattro requisiti essenziali che l'OdV deve possedere per poter svolgere efficacemente la propria funzione:

  • Autonomia e indipendenza: L'OdV deve essere collocato in una posizione gerarchica elevata e non deve essere sottoposto ad alcuna forma di interferenza o condizionamento da parte dell'organo dirigente o di qualsiasi altro organo dell'ente. I suoi membri non devono avere compiti operativi che li rendano partecipi delle decisioni aziendali.
  • Professionalita: I componenti dell'OdV devono possedere competenze specifiche in materia giuridica, di controllo interno, di gestione dei rischi e di organizzazione aziendale. E essenziale che l'organismo disponga delle conoscenze tecniche necessarie per svolgere efficacemente l'attivita di verifica.
  • Continuita d'azione: L'OdV deve operare con continuita e non limitarsi a verifiche sporadiche o occasionali. Deve predisporre un programma annuale di attivita, effettuare verifiche periodiche e mantenere un flusso costante di informazioni con le funzioni aziendali.
  • Onorabilita: I componenti dell'OdV devono possedere requisiti di onorabilita e non devono trovarsi in situazioni di conflitto di interesse con l'ente.

Composizione

L'OdV puo essere composto in forma monocratica o collegiale. Le Linee Guida di Confindustria raccomandano una composizione collegiale (tipicamente tre membri), con la presenza di professionisti esterni (avvocati, commercialisti, esperti di compliance) e, eventualmente, di componenti interni (responsabile internal audit, responsabile legale). Nelle societa di minori dimensioni, le funzioni dell'OdV possono essere svolte dal collegio sindacale (art. 6, comma 4-bis).

Compiti principali

  • Vigilare sull'effettivita del Modello, verificando la coerenza tra i comportamenti concreti e il Modello adottato
  • Verificare l'adeguatezza del Modello, valutando la sua capacita di prevenire i reati presupposto
  • Monitorare l'attuazione dei protocolli preventivi e dei flussi informativi
  • Condurre verifiche e ispezioni periodiche sulle aree a rischio
  • Ricevere e gestire le segnalazioni di violazioni del Modello
  • Riferire periodicamente agli organi dirigenti sull'attivita svolta e sulle criticita emerse
  • Proporre aggiornamenti del Modello in relazione a modifiche normative, organizzative o di business
Art. 6, comma 4-bis
Nelle societa di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell'organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b).

5. Il Codice Etico

Il Codice Etico (o Codice di Comportamento) e il documento fondamentale attraverso il quale l'ente enuncia l'insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilita nei confronti di tutti i portatori di interesse (stakeholder). Esso rappresenta la "carta dei valori" dell'organizzazione e costituisce parte integrante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo.

Il Codice Etico si distingue dal MOG in quanto ha una portata piu ampia: mentre il Modello 231 e specificamente finalizzato alla prevenzione dei reati presupposto, il Codice Etico definisce i principi generali di comportamento che devono ispirare l'intera attivita dell'ente e dei suoi collaboratori.

Contenuto tipico del Codice Etico

  • Principi generali: Legalita, onesta, trasparenza, correttezza, riservatezza, imparzialita, tutela della persona
  • Rapporti con la Pubblica Amministrazione: Regole di condotta nei rapporti con enti pubblici, divieto di corruzione
  • Rapporti con i dipendenti: Politiche di selezione, sviluppo professionale, salute e sicurezza, non discriminazione
  • Rapporti con clienti e fornitori: Trasparenza commerciale, qualita, concorrenza leale
  • Gestione delle informazioni: Riservatezza, protezione dei dati, comunicazioni sociali veritiere
  • Tutela ambientale: Impegno per la sostenibilita e il rispetto delle normative ambientali
  • Conflitti di interesse: Obbligo di segnalazione e gestione delle situazioni di conflitto

Diffusione e formazione

Il Codice Etico deve essere portato a conoscenza di tutti i destinatari: dipendenti, collaboratori, consulenti, fornitori e partner commerciali. La sua accettazione deve essere formalizzata attraverso clausole contrattuali specifiche. L'ente deve inoltre organizzare periodiche sessioni di formazione e aggiornamento sui contenuti del Codice.

Linee Guida Confindustria (aggiornamento 2021)
Il Codice Etico rappresenta uno strumento adottato in via autonoma e suscettibile di applicazione sul piano generale da parte delle imprese al fine di esprimere principi di "deontologia aziendale" che l'impresa riconosce come propri e sui quali richiama l'osservanza di tutti coloro che cooperano allo svolgimento dell'attivita d'impresa.

6. Il Sistema Disciplinare

L'art. 6, comma 2, lettera e) del D.Lgs. 231/2001 prevede espressamente che il Modello di Organizzazione debba "introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello". Il sistema disciplinare costituisce un elemento essenziale del MOG: la sua assenza o la sua inadeguatezza puo compromettere l'idoneita del Modello stesso ai fini dell'esimente.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha piu volte ribadito che un Modello privo di un adeguato sistema sanzionatorio non puo considerarsi efficacemente attuato, in quanto manca della forza deterrente necessaria per prevenire la commissione dei reati (cfr. Cass. Pen., Sez. V, n. 4677/2014).

Sanzioni per categoria

  • Lavoratori dipendenti (operai e impiegati): Richiamo verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione dal servizio e dalla retribuzione, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Le sanzioni devono essere coerenti con le previsioni del CCNL applicabile e dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970).
  • Dirigenti: Richiamo scritto, revoca delle procure o delle deleghe, risoluzione del rapporto di lavoro. Le sanzioni nei confronti dei dirigenti devono tenere conto del maggior grado di responsabilita connesso alla posizione ricoperta.
  • Collaboratori esterni, consulenti e fornitori: Contestazione della violazione, applicazione di penali contrattuali, risoluzione del contratto. Le clausole sanzionatorie devono essere espressamente previste nei contratti.
  • Amministratori e organi sociali: Richiamo formale, revoca della delega, azione di responsabilita, revoca dalla carica. Le sanzioni sono di competenza dell'assemblea dei soci su proposta dell'OdV.

Principio di proporzionalita

Le sanzioni devono essere graduate in base alla gravita della violazione, al grado di colpa, alla reiterazione della condotta e alle conseguenze prodotte. Il sistema deve prevedere sanzioni proporzionate che vadano dall'ammonizione verbale per le violazioni minori fino al licenziamento e alla risoluzione contrattuale per le violazioni piu gravi.

7. Whistleblowing (D.Lgs. 24/2023)

Il D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, in attuazione della Direttiva UE 2019/1937, ha profondamente riformato la disciplina del whistleblowing in Italia, sostituendo le precedenti disposizioni contenute nella L. 179/2017. La nuova normativa si applica sia al settore pubblico che al settore privato e prevede un sistema articolato di canali di segnalazione e tutele per i segnalanti.

Per gli enti che adottano un MOG ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il sistema di whistleblowing rappresenta un elemento essenziale del Modello. L'art. 6, comma 2-bis del D.Lgs. 231/2001 (come modificato dal D.Lgs. 24/2023) impone infatti che il Modello preveda canali di segnalazione interni che garantiscano la riservatezza dell'identita del segnalante, del contenuto della segnalazione e della documentazione relativa.

Canali di segnalazione

Il D.Lgs. 24/2023 prevede tre livelli di canali di segnalazione, da utilizzare in ordine di priorita:

  • Canale interno: Ogni ente con almeno 50 dipendenti (o che adotta un MOG 231, indipendentemente dal numero di dipendenti) deve predisporre un canale di segnalazione interno. La gestione del canale e affidata all'OdV o a un soggetto interno o esterno appositamente designato.
  • Canale esterno (ANAC): Il segnalante puo rivolgersi all'Autorita Nazionale Anticorruzione quando il canale interno non e stato attivato, non e conforme, la segnalazione interna non ha avuto seguito, o vi e rischio di ritorsione.
  • Divulgazione pubblica: In casi estremi (pericolo imminente per l'interesse pubblico, rischio di ritorsione, mancato riscontro da parte di ANAC), il segnalante puo effettuare una divulgazione pubblica.

Tutela del segnalante

Il D.Lgs. 24/2023 rafforza significativamente le tutele per il segnalante, prevedendo:

  • Divieto assoluto di ritorsioni (licenziamento, demansionamento, trasferimento, sanzioni, discriminazioni)
  • Inversione dell'onere della prova: spetta al datore di lavoro dimostrare che le misure adottate nei confronti del segnalante non sono conseguenza della segnalazione
  • Nullita degli atti ritorsivi
  • Estensione delle tutele ai facilitatori, ai colleghi e ai parenti del segnalante
  • Sanzioni ANAC da 10.000 a 50.000 euro per i soggetti che ostacolano la segnalazione o che effettuano ritorsioni
Art. 6, comma 2-bis, D.Lgs. 231/2001
I modelli di cui alla lettera a) del comma 1 prevedono, ai sensi del decreto legislativo attuativo della direttiva (UE) 2019/1937, i canali di segnalazione interna, il divieto di ritorsione e il sistema disciplinare adottato ai sensi del comma 2, lettera e).

8. Le Sanzioni per l'Ente

Il D.Lgs. 231/2001 prevede un articolato sistema sanzionatorio a carico dell'ente ritenuto responsabile di un illecito amministrativo dipendente da reato. Le sanzioni sono disciplinate dagli articoli 9-23 del decreto e si articolano in quattro tipologie, ciascuna con finalita e caratteristiche specifiche.

1. Sanzione pecuniaria (Art. 10-12)

La sanzione pecuniaria e applicata per tutti gli illeciti ed e determinata con il sistema delle quote. Il giudice stabilisce il numero delle quote (da 100 a 1.000) tenendo conto della gravita del fatto, del grado di responsabilita dell'ente e dell'attivita svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto. L'importo di ciascuna quota va da un minimo di 258 euro a un massimo di 1.549 euro, determinato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente. La sanzione pecuniaria puo quindi variare da un minimo di 25.800 euro a un massimo di 1.549.000 euro.

2. Sanzioni interdittive (Art. 13-16)

Le sanzioni interdittive sono le piu gravi e possono essere applicate, anche congiuntamente, solo in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste. Hanno una durata da 3 mesi a 2 anni e comprendono:

  • Interdizione dall'esercizio dell'attivita
  • Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni
  • Divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione
  • Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, e l'eventuale revoca di quelli gia concessi
  • Divieto di pubblicizzare beni o servizi

Le sanzioni interdittive possono essere applicate in via definitiva (art. 16) quando l'ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entita e il reato e stato commesso da soggetti apicali, oppure in caso di reiterazione degli illeciti.

3. Confisca (Art. 19)

E sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato, anche per equivalente (cioe su beni di valore corrispondente). La confisca non puo avere ad oggetto i diritti degli aventi causa in buona fede. La confisca rappresenta una misura particolarmente incisiva, in quanto priva l'ente del vantaggio economico derivante dalla commissione del reato.

4. Pubblicazione della sentenza (Art. 18)

La pubblicazione della sentenza di condanna puo essere disposta quando viene applicata una sanzione interdittiva. La sentenza viene pubblicata per estratto, a spese dell'ente, in uno o piu giornali indicati dal giudice, nonche mediante affissione nel comune dove l'ente ha la sede principale. Questa sanzione ha finalita di deterrenza generale e produce un significativo danno reputazionale.

Art. 17 - Riparazione delle conseguenze del reato
Le sanzioni interdittive non si applicano quando, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, l'ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato, ha adottato e reso operativo un modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi, e ha messo a disposizione il profitto conseguito ai fini della confisca.

9. Giurisprudenza Chiave

La giurisprudenza della Corte di Cassazione e dei tribunali di merito ha progressivamente delineato i criteri di valutazione dell'idoneita del Modello Organizzativo e dell'efficacia del sistema di compliance. Di seguito i principali orientamenti giurisprudenziali:

Idoneita del Modello

  • Cass. Pen., Sez. Unite, n. 38343/2014 (c.d. sentenza "ThyssenKrupp"): La Suprema Corte ha chiarito che il Modello Organizzativo deve essere specificamente calibrato sulla realta aziendale e non puo limitarsi a una mera enunciazione di principi astratti. Il giudice deve valutare l'idoneita del Modello con un giudizio ex ante, verificando se le misure adottate erano ragionevolmente idonee a prevenire il reato verificatosi.
  • Cass. Pen., Sez. V, n. 4677/2014: Un Modello privo di un adeguato sistema sanzionatorio non puo essere considerato efficacemente attuato. La mera previsione di sanzioni disciplinari non e sufficiente: occorre che il sistema sia effettivamente applicato.
  • Trib. Milano, Sez. GIP, 17 novembre 2009 (c.d. sentenza "Impregilo"): Il tribunale ha riconosciuto l'esimente a favore di un ente che aveva adottato un Modello Organizzativo dettagliato e specifico, con protocolli di prevenzione efficaci e un OdV effettivamente operante.

Interesse o vantaggio dell'ente

  • Cass. Pen., Sez. IV, n. 38363/2018: In materia di reati colposi (omicidio e lesioni colpose sul lavoro), il criterio dell'"interesse" va inteso come risparmio di spesa derivante dalla mancata adozione di misure preventive, mentre il "vantaggio" consiste nel beneficio economico effettivamente conseguito dall'ente.
  • Cass. Pen., Sez. VI, n. 27735/2010: L'interesse e il vantaggio sono criteri alternativi e concorrenti: l'interesse si apprezza ex ante, come finalita perseguita, mentre il vantaggio si verifica ex post, come risultato effettivamente conseguito.

Ruolo dell'OdV

  • Cass. Pen., Sez. II, n. 52316/2016: L'OdV deve svolgere un'attivita di vigilanza effettiva e continuativa, e non puo limitarsi a prendere atto delle informazioni fornite dall'ente. La Corte ha sottolineato che l'organismo deve avere poteri ispettivi autonomi e deve esercitarli concretamente.
  • Trib. Roma, Sez. GIP, 4 aprile 2003: Il primo caso in cui un tribunale italiano ha riconosciuto l'efficacia esimente del Modello 231. Il giudice ha valorizzato il ruolo attivo dell'OdV e la specificita dei protocolli di prevenzione adottati dall'ente.
Nota giurisprudenziale
L'orientamento consolidato della Corte di Cassazione richiede che il Modello 231 sia: (i) specifico rispetto alla realta aziendale; (ii) effettivamente attuato e non meramente formale; (iii) costantemente aggiornato; (iv) dotato di un sistema disciplinare effettivo; (v) supportato da un OdV indipendente, professionale e con continuita d'azione.

10. Flussi Informativi, Delibera di Adozione e Destinatari

Tre adempimenti formali — spesso sottovalutati — sono essenziali per l'efficacia esimente del Modello: i flussi informativi verso l'OdV, la delibera di adozione e la comunicazione formale ai destinatari.

Flussi Informativi verso l'OdV (art. 6 c.2 lett. d)

L'art. 6 comma 2 lett. d) del D.Lgs. 231/2001 impone che il MOG preveda obblighi di informazione nei confronti dell'OdV. I flussi informativi sono il meccanismo attraverso cui le funzioni aziendali comunicano all'Organismo di Vigilanza le informazioni rilevanti ai fini del monitoraggio sull'attuazione del Modello.

  • Flussi ordinari: Report periodici (mensili o trimestrali) da ciascuna area aziendale su eventi significativi, anomalie, segnalazioni ricevute.
  • Flussi straordinari: Comunicazioni immediate (entro 7 giorni) in caso di eventi critici, contestazioni, avvio di procedimenti penali o ispezioni.
  • Frequenze minime (D.Lgs. 24/2023): Le segnalazioni di whistleblowing devono essere riscontrate entro 7 giorni dal ricevimento e gestite entro 3 mesi.
  • Forma: I flussi devono essere documentati e archiviati. La sola comunicazione verbale non e sufficiente.
Riferimento normativo: Art. 6, comma 2, lett. d) D.Lgs. 231/2001 — "obblighi di informazione nei confronti dell'organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli".

Delibera di Adozione del MOG

Il MOG deve essere formalmente adottato dall'organo dirigente dell'ente attraverso un atto deliberativo. La delibera di adozione e un requisito formale indispensabile: senza di essa, il Modello non puo produrre l'effetto esimente previsto dalla legge.

  • Chi delibera:
    • Societa di capitali (S.r.l., S.p.A.): Consiglio di Amministrazione (o Amministratore Unico)
    • Associazioni e fondazioni: Consiglio Direttivo
    • Cooperative: Consiglio di Amministrazione
    • Enti pubblici economici: organo di vertice equivalente
  • Contenuto minimo della delibera: Approvazione del testo del MOG; nomina dell'OdV (o incarico a soggetto esterno); definizione delle risorse attribuite; impegno a mantenere il Modello aggiornato.
  • Aggiornamenti: Ogni modifica sostanziale al MOG richiede una nuova delibera. Gli aggiornamenti formali devono essere deliberati e comunicati ai destinatari.
  • Conservazione: La delibera deve essere conservata nel libro delle adunanze e deliberazioni del CdA per almeno 10 anni.
Riferimento normativo: Art. 6, comma 1, lett. a) D.Lgs. 231/2001 — "l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi".

Destinatari del Modello

Il MOG deve essere comunicato formalmente a tutti i soggetti che devono osservarlo. La mera adozione del Modello non e sufficiente: occorre dimostrare che i destinatari ne hanno effettiva conoscenza.

  • Destinatari obbligatori ex art. 6: Soggetti apicali (amministratori, direttori generali, dirigenti con poteri autonomi di spesa).
  • Destinatari obbligatori ex art. 7: Soggetti subordinati (dipendenti, collaboratori, agenti, rappresentanti, fornitori strategici).
  • Metodi di consegna validi: Consegna a mano con firma di ricevuta; raccomandata A/R; email con ricevuta di lettura; affissione all'albo aziendale (per il Codice Etico); formazione specifica con registro presenze.
  • Prova di consegna: E indispensabile conservare la prova documentale dell'avvenuta consegna. In caso di contestazione, l'ente deve dimostrare che i destinatari conoscevano il Modello al momento del fatto.
  • Aggiornamenti: Ad ogni nuova versione del MOG, il registro dei destinatari deve essere rinnovato con nuove firme di ricevuta.
Riferimento normativo: Artt. 6 e 7 D.Lgs. 231/2001; Linee Guida Confindustria 2021 — "la diffusione del Modello e condizione necessaria per la sua efficacia".

11. Gap Analysis e Copertura Procedurale

La Gap Analysis procedurale e lo strumento attraverso cui l'ente verifica se le procedure e i protocolli adottati coprono effettivamente tutti i reati presupposto applicabili alla propria realta operativa.

Cos'e il Gap Procedurale

Un gap procedurale si verifica quando un reato presupposto, rilevante per il profilo di rischio dell'ente, non e coperto da una specifica procedura di prevenzione. La giurisprudenza ha chiarito che il Modello deve essere specificamente calibrato sui rischi concreti dell'ente: procedure generiche o "di facciata" non soddisfano il requisito di idoneita.

  • Copertura completa (verde): Esiste una procedura specifica che presidia il rischio, e questa e effettivamente applicata e verificata dall'OdV.
  • Copertura parziale (giallo): Esiste una procedura generale, ma non e specificamente calibrata sul rischio-reato. Richiede integrazione o aggiornamento.
  • Gap (rosso): Non esiste alcuna procedura che presidia il reato presupposto. Richiede azione immediata: redazione di nuova procedura o protocollo specifico.

Come Eseguire la Gap Analysis

  1. Identificare i reati presupposto applicabili all'ente in base al settore di attivita, alla struttura organizzativa e alle aree di rischio mappate (risk assessment).
  2. Censire le procedure esistenti: raccogliere tutte le procedure operative, i protocolli di controllo, i regolamenti interni e le istruzioni operative.
  3. Mappare la copertura: per ciascun reato presupposto, verificare se esiste una procedura specifica che ne presidia il rischio.
  4. Identificare i gap: evidenziare i reati non coperti o parzialmente coperti.
  5. Piano di rimedio: per ciascun gap, definire azioni correttive con responsabile e scadenza.

Prioritizzazione degli Interventi

Non tutti i gap hanno la stessa urgenza. La priorita deve essere assegnata in base a:

  • Livello di rischio: I gap sui reati ad alto rischio (es. corruzione, frode fiscale, reati ambientali per enti del settore) devono essere colmati con priorita assoluta.
  • Frequenza: I reati per i quali esistono precedenti nel settore o nell'ente meritano attenzione immediata.
  • Rilevanza sanzionatoria: I reati che comportano sanzioni interdittive (interdizione dall'esercizio dell'attivita, esclusione da appalti pubblici) richiedono presidio prioritario.
Riferimento normativo: Art. 6, comma 2, lett. a) e b) D.Lgs. 231/2001 — il Modello deve individuare le attivita nel cui ambito possono essere commessi i reati e prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire.

Onboarding Azienda

Configurazione iniziale del sistema di compliance 231

1
Visura Camerale
2
Dati Aziendali
3
Struttura Org
4
Attivita Sensibili
5
Riepilogo

Visura Camerale

Carica la visura camerale (PDF, max 12 mesi dal Registro delle Imprese) — i dati aziendali verranno estratti automaticamente e pre-compilati nel passo successivo.

Trascina qui la visura camerale (PDF)

Formato accettato: PDF — Registro delle Imprese / InfoCamere

Non hai la visura? Salta e compila manualmente

oppure richiedila automaticamente
Richiedi Visura Camerale da CertiSource Token non configurato →

Richiesta visura ufficiale dal Registro delle Imprese (costo ~€4.95, erogazione in 30–120 sec).

Dati Aziendali

Struttura Organizzativa

Cariche Sociali (Registro Imprese — estratte dalla visura)

Nominativo Carica Cod. Fiscale Data Nomina Scadenza Mandato Invita
Nessuna carica rilevata dalla visura — clicca Aggiungi per inserirle manualmente.

Organigramma Aziendale (ruoli rilevanti D.Lgs. 231/2001)

Ruolo / Funzione Nome Area Deleghe / Note

Perimetro MOG per Sede (sede legale + unità locali)

Definisci per ciascuna sede l'applicabilità del MOG. Unità locali con autonomia gestionale significativa richiedono un MOG Indipendente (giurisprudenza 231).

La sede legale verrà aggiunta automaticamente. Aggiungi eventuali unità locali con il pulsante in alto.

Attivita Sensibili

Seleziona le aree di attivita rilevanti per la mappatura dei rischi-reato 231:

Sistema 231 Pronto al Lancio

Dati Azienda Confermati

Ragione Sociale:
P.IVA:
ATECO:
Sede:
Dipendenti:
Forma Giuridica:

Costruzione MOG 231

Wizard guidato per la costruzione del Modello di Organizzazione e Gestione

Risk Mapping
2
Protocolli
3
OdV
4
Codice Etico
5
Disciplinare
6
Formazione
7
Riepilogo MOG

Risk Mapping - Matrice dei Rischi

Analisi rischi in caricamento...

La matrice dei rischi incrocia la probabilita di accadimento con l'impatto potenziale per ciascun reato presupposto applicabile.

Generazione Protocolli di Prevenzione

Protocollo Anticorruzione PA

Art. 24-25 - Gestione rapporti con enti pubblici

Generato

Protocollo Sicurezza Lavoro

Art. 25-septies - Prevenzione infortuni

Generato

Protocollo Ambientale

Art. 25-undecies - Gestione rifiuti e emissioni

In corso

Protocollo Societario

Art. 25-ter - Comunicazioni sociali e bilancio

In corso

Configurazione OdV

Codice Etico - Template

Manifatturiero

Template specifico per settore industriale

Servizi

Template per aziende di servizi e consulenza

Sistema Disciplinare - Matrice Sanzioni

CategoriaLieveMediaGraveGravissima
DipendentiRichiamo verbaleAmmonizione scrittaSospensioneLicenziamento
DirigentiRichiamo scrittoMultaRevoca delegheLicenziamento
CollaboratoriDiffidaPenale contrattualeSospensione contrattoRisoluzione
Organi socialiRichiamo formaleRevoca delegheAzione responsabilitaRevoca carica

Piano Formativo 231

CorsoDestinatariDurataPeriodicitaStato
Introduzione D.Lgs. 231/2001Tutti i dipendenti4hAnnualeCompletato
Anticorruzione e reati PADirezione, Commerciale4hAnnualePianificato
Sicurezza e reati colposiProduzione, RSPP8hAnnualeCompletato
Reati ambientaliProduzione, HSE4hBiennalePianificato
WhistleblowingTutti2hUna tantumCompletato

Riepilogo MOG - Stato Completamento

Risk Assessment
87%
Protocolli
65%
OdV
100%
Codice Etico
80%
Disciplinare
60%
Formazione
55%
Whistleblowing
50%

Completamento complessivo MOG: 72%

Delibera di Adozione MOG

Necessaria per efficacia esimente D.Lgs. 231/2001

Risk Assessment 231

Matrice dei rischi-reato e registro dei rischi presupposto

Matrice di Rischio 5x5

IMPATTO
Grave
R1
R3
Significativo
R5
Moderato
R7
R4
Marginale
R8
Trascurabile
Molto Bassa
Bassa
Media
Alta
Molto Alta
PROBABILITA

Registro dei Rischi

IDReatoArticoloAreaProbabilitaImpattoLivelloProtocollo
R1Corruzione PAArt. 25CommercialeMediaGraveCriticoAttivo
R2ConcussioneArt. 25DirezioneBassaGraveAltoAttivo
R3Omicidio colposoArt. 25-septiesProduzioneMolto AltaGraveCriticoAttivo
R4RiciclaggioArt. 25-octiesAmministrazioneMediaModeratoMedioAttivo
R5Inquinamento ambientaleArt. 25-undeciesProduzioneMediaSignificativoAltoParziale
R6Lesioni graviArt. 25-septiesProduzioneAltaSignificativoAltoAttivo
R7Accesso abusivo sistemiArt. 24-bisITBassaModeratoBassoAttivo
R8False comunicazioni socialiArt. 25-terAmministrazioneMediaMarginaleBassoAttivo
R9Frode fiscaleArt. 25-quinquiesdeciesAmministrazioneBassaSignificativoMedioParziale
R10Traffico rifiutiArt. 25-undeciesProduzioneBassaModeratoBassoAttivo

Rischi per Categoria

Protocolli e Procedure 231

Procedure operative di prevenzione per area di rischio

Rapporti con la PA (Art. 24-25)

v3.1 PROT-PA-001 - Gestione gare d'appalto e offerte pubbliche - Resp: Dir. Commerciale Approvato
v2.0 PROT-PA-002 - Richiesta autorizzazioni e permessi - Resp: Uff. Legale Approvato
v1.2 PROT-PA-003 - Gestione contributi e finanziamenti pubblici - Resp: Amministrazione In revisione

Area Contabile (Art. 25-ter)

v2.1 PROT-SOC-001 - Predisposizione bilancio e comunicazioni sociali - Resp: CFO Approvato
v1.0 PROT-SOC-002 - Gestione operazioni straordinarie - Resp: Uff. Legale Approvato

Sicurezza sul Lavoro (Art. 25-septies)

v4.0 PROT-SIC-001 - DVR e gestione rischi sul lavoro - Resp: RSPP Approvato
v3.0 PROT-SIC-002 - Gestione appalti e DUVRI - Resp: RSPP Approvato

Ambiente (Art. 25-undecies)

v1.1 PROT-AMB-001 - Gestione rifiuti e registro c/s - Resp: HSE Manager In revisione
v2.0 PROT-AMB-002 - Autorizzazioni ambientali (AIA/AUA) - Resp: HSE Manager Approvato

Sistemi IT (Art. 24-bis)

v2.0 PROT-IT-001 - Sicurezza informatica e accessi - Resp: IT Manager Approvato
v1.0 PROT-IT-002 - Gestione dati e privacy (GDPR) - Resp: DPO Approvato

Fornitori e Supply Chain

v2.0 PROT-FOR-001 - Qualifica e valutazione fornitori - Resp: Uff. Acquisti Approvato
v1.0 PROT-FOR-002 - Clausole contrattuali 231 - Resp: Uff. Legale Approvato

Codice Etico

Documento dei principi etici e regole di condotta dell'organizzazione

Codice Etico —

Indice del Documento

  1. Premessa e ambito di applicazione
  2. Principi generali: legalita, onesta, trasparenza
  3. Rapporti con la Pubblica Amministrazione
  4. Rapporti con dipendenti e collaboratori
  5. Rapporti con clienti e fornitori
  6. Gestione delle informazioni e riservatezza
  7. Salute, sicurezza e ambiente
  8. Conflitti di interesse
  9. Sistema disciplinare
  10. Modalita di segnalazione (Whistleblowing)

Versione: — | Data approvazione: — | Prossima revisione:

Destinatari: Tutti i dipendenti, collaboratori, consulenti, fornitori e partner commerciali

Sistema Disciplinare

Matrice delle sanzioni per violazione del MOG 231

Matrice Sanzioni

CategoriaViolazione LieveViolazione MediaViolazione GraveViolazione Gravissima
Dipendenti
Operai e impiegati
Richiamo verbale Ammonizione scritta / Multa fino a 4h retribuzione Sospensione dal servizio (fino a 10 gg) Licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.)
Dirigenti
Quadri e dirigenti
Richiamo scritto Multa / Revoca benefit Revoca deleghe e procure Licenziamento per giustificato motivo
Collaboratori
Consulenti, agenti
Diffida formale Penale contrattuale Sospensione del contratto Risoluzione contrattuale immediata
Organi sociali
CdA, amministratori
Richiamo formale in CdA Revoca deleghe operative Azione di responsabilita (art. 2393 c.c.) Proposta revoca dalla carica

Whistleblowing

Gestione segnalazioni ai sensi del D.Lgs. 24/2023

3
Segnalazioni Ricevute
Anno 2026
1
In Istruttoria
In corso
2
Archiviate
Risolte
5gg
Tempo Medio Risposta
Sotto i 7gg

Registro Segnalazioni

IDDataCanaleCategoriaStatoPrioritaScad. RiscontroScad. RispostaAzioni
Caricamento segnalazioni...

Dashboard OdV

Organismo di Vigilanza - Pannello di controllo attivita

65% OdV Activity
12
Verifiche Effettuate
+3 Q4
3
Segnalazioni Ricevute
2026
8
Procedure Aggiornate
Su 14 totali
2
Non-Conformita
Da risolvere

Attivita OdV per Trimestre

Attivita Recenti OdV

15 Feb 2026
Riunione OdV: verifica flussi informativi Q4, analisi segnalazione WB-2026-001
20 Gen 2026
Ispezione reparto produzione - verifica protocolli sicurezza
15 Dic 2025
Relazione semestrale al CdA - stato MOG e raccomandazioni
10 Nov 2025
Audit area acquisti e fornitori - 2 non-conformita rilevate

Registro Audit Certificato

Catena intatta
Caricamento...

Raccolta Evidenze

Documentazione a supporto della compliance 231

Trascina qui i documenti o clicca per selezionare

PDF, DOCX, XLSX, JPG - Max 25MB per file

Archivio Evidenze

IDDocumentoAreaDataCaricato daTipoAzioni
Caricamento evidenze...

Audit Trail

Caricamento attività...

Formazione 231

Piano formativo e registro presenze

Piano Formativo 2026

CorsoDestinatariDocenteDurataDataPresenzeStatoDettagli
Caricamento corsi...

Completamento Formazione

80%
Formazione completata

Consolle Consulente

Portfolio Clienti 231

3
Aziende Clienti
Portfolio attivo
Scadenze Imminenti
Entro 30gg
MOG Completati
Su aziende
Compliance Media
Portfolio

Portfolio Clienti

AziendaForma GiuridicaATECODip.ComplianceStatoAzioni
Caricamento clienti...

Compliance per Cliente

Stato MOG Portfolio

Dashboard Rete

Panoramica compliance 231 aggregata

La tua Rete

Rete d'impresa per la compliance integrata - D.Lgs. 231/2001

Aziende Rete
Attive
Compliance Media
MOG Attivi
Rischi Critici
Da monitorare

Radar Compliance per Azienda

Trend Compliance Rete

Benchmark Compliance

Confronto tra le aziende della rete su tutte le dimensioni di compliance

Tabella Comparativa

Dimensione
Compliance Globale72%85%58%
Risk Assessment87%92%65%
Protocolli Preventivi65%88%50%
OdV Operativita65%90%45%
Codice Etico80%95%70%
Sistema Disciplinare60%85%55%
Formazione80%78%60%
Whistleblowing50%75%40%
Evidenze Documentali75%82%52%
Rischi Critici202
Non-Conformita Aperte204

Stato Compliance MOG

Panoramica dei 7 pilastri del Modello Organizzativo

Risk Assessment87%
Protocolli Preventivi65%
Organismo di Vigilanza65%
Codice Etico80%
Sistema Disciplinare60%
Formazione80%
Whistleblowing50%

Verbali OdV

Registro dei verbali delle riunioni dell'Organismo di Vigilanza

Verbali Riunioni OdV

N.DataTipoPresentiArgomenti principaliStatoAzioni
Caricamento verbali...

Documenti Aziendali

Visure, statuti, DVR, codice etico e tutti i documenti con scadenza di revisione

Tipo Titolo Caricato il Emissione Scadenza Revisione Obblig. Stato Azioni
Nessun documento caricato. Usa il tasto "Aggiungi Documento" per iniziare.

Abbonamento & Formazione

Gestione piano formativo onboarding 231, pacchetti e pagamenti

Stato Piano

Caricamento...

Riepilogo Economico

Costo percorso completo €1.200 (8 × €150)
Sessioni acquistate 0 / 8
Totale investito €0

Durata accesso gratuito 90 giorni
Cadenza minima 1 sessione/settimana

Percorso Formativo — 8 Pacchetti

2 ore per sessione · €150 per pacchetto · completare entro 7 giorni dall'acquisto

Caricamento pacchetti...

Provider & Integrazioni

Gestione connessioni a servizi esterni e crediti API

CertiSource Atti Service

Visure camerali, atti e documenti ufficiali CCIAA

Non configurato

Configurazione Accesso

Listino Prezzi Documenti

Verificato:
Documento Costo Cache Tempi
Visura Camerale Ordinaria €4.95 24h 30–120 sec
Visura Storica €5.90 72h 60–180 sec
Atto Ottico CCIAA €5.50 24h 10–60 sec
Statuto Societario €5.50 24h 10–60 sec

I documenti già in cache non vengono richiesti di nuovo al provider (costo €0.00). Il credito è scalato dal totale disponibile, prima i voucher promo poi il credito reale.

Anthropic Claude AI

Questionario AI per personalizzazione Modello 231

Non configurato

Inserisci la tua API Key Anthropic per abilitare il questionario AI durante l'onboarding — il sistema analizzerà il contesto aziendale e personalizzerà il Modello Organizzativo 231 con procedure e rischi specifici per il settore.
La chiave viene conservata in modo cifrato nel tuo tenant. Non viene mai esposta in chiaro.

Senza API Key, il sistema utilizzerà un template base per il settore senza personalizzazione AI. Il questionario AI è disponibile nello Step 5 dell'onboarding.

Intelligenza Artificiale (RAG)

Assistente 231 contestualizzato ai documenti dell'azienda

Non configurata

Inserisci le API key per abilitare l'assistente AI contestualizzato a questa azienda. Le chiavi sono memorizzate in modo sicuro e mai esposte in chiaro.
Embeddings: Voyage AI (piattaforma)  ·  Generazione: Anthropic Claude (per azienda)

Voyage AI (embeddings): configurata dalla piattaforma — nessuna azione richiesta.
Una volta configurata, l'AI indicizza automaticamente procedure, MOG, verbali OdV e rischi dell'azienda. Usa l'assistente AI (pulsante in basso a destra) per domande contestualizzate.

Altri provider in arrivo

Integrazioni future: VIES EU, AnagrafeNazionale, OpenAPI e altri servizi.

Configurazione

Impostazioni azienda, utenti e preferenze

Gestione Aziende

Ragione Sociale P.IVA ATECO Stato Onboarding Creata il Azioni
Caricamento aziende...

Dati Azienda

Gestione Utenti

Utente Ruolo Portale Azienda Ultimo Accesso Stato Azioni
Caricamento utenti...

Integrazioni Esterne

CertiSource Atti
Visure camerali ufficiali
Non configurato

Inserisci il tuo Personal Access Token (PAT) CertiSource per richiedere visure camerali ufficiali direttamente dall'onboarding.
Ottieni il token su certisource.it →

Gap Analysis — Copertura Procedurale

Verifica copertura procedurale per ciascun reato presupposto 231

Reati e Copertura Procedurale

Articolo Reato Presupposto Categoria Rischi Mappati Procedura Collegata Copertura
Caricamento...

Sommario Copertura

Reati Coperti
Copertura Parziale
Non Coperti

Flussi Informativi OdV

Reportistica periodica obbligatoria verso l'Organismo di Vigilanza

I flussi informativi obbligatori (art. 6 D.Lgs. 231) garantiscono all'OdV il monitoraggio continuo sull'attuazione del MOG. Ogni area aziendale è tenuta a trasmettere report periodici nelle frequenze stabilite.

Registro Flussi

Area/Funzione Tipo Oggetto Inviato da Data Stato Azioni
Caricamento...

Destinatari del Modello

Registro delle persone formalmente destinatarie del MOG 231

La comunicazione formale del MOG a tutti i soggetti apicali e subordinati è requisito essenziale per l'efficacia esimente ex art. 6 e 7 D.Lgs. 231/2001. Conservare la prova dell'avvenuta consegna.

Registro Destinatari

Nome e Cognome Ruolo Email Categoria Data Consegna Metodo Ricevuta
Caricamento...

Relazioni OdV al CdA

Report periodici dell'Organismo di Vigilanza al Consiglio di Amministrazione

La prassi prevede almeno 2 relazioni annuali al CdA (semestrale e annuale). La relazione attesta l'operatività dell'OdV e lo stato di attuazione del MOG.

Archivio Relazioni

Titolo Tipo Periodo Data Presentazione Compliance Score Stato Azioni
Caricamento...

Calendario Scadenze

Scadenze compliance 231, riunioni OdV, formazione e revisioni periodiche

Prossime Scadenze

Prossimi 90 giorni

Caricamento...

Legenda

Riunione OdV
Audit / Ispezione
Formazione
Revisione MOG
Relazione CdA
Whistleblowing
Fonte: OdV/Formazione

Registro Audit Certificato

Registro immutabile SHA-256 di tutte le azioni critiche D.Lgs. 231/2001

Registro eventi (0)

Caricamento registro...